“Sovversivo, etico, ecologico, politico, spiritoso… È così che vedo il mio lavoro di designer.”
Philippe Starck

Un vulcano di creatività che si riversa in ogni campo: dalle sedie agli spremiagrumi, dalle ciabatte agli yacht passando per gli orologi, i porti, le librerie, i cellulari, le residenze private e gli hotel, solo per citarne alcuni e senza dimenticare le moto, una delle sue passioni.

Dalla fine degli anni ’80 più di 10.000 oggetti e progetti portano la sua firma, alcuni sono stati realizzati da Kartell, Cassina e Alessi. Le ultime creature? Sono la birra Starck e il profumo, Starck Paris per lei e per lui.

 

Ma lavora solo se ha un buon rapporto con le persone: – Non si fa niente con persone che non si amano – dice – Per avere bambini belli, i genitori devono essere innamorati -. Per lui il lavoro è piacere e divertimento.

Nato a Parigi, classe 1949, si definisce come una persona oscura, educata e gentile e con lo humor delle personalità un po’ disperate. Divide, con la moglie Jasmine e la piccola Justice, la residenza tra Burano e Lisbona perché sostiene che: – La qualità del design è direttamente proporzionale alla qualità dell’ambiente dove nasce -.

Strutturalmente rivolto al futuro, non ha memoria, non ama la quotidianità e immagina scenari per i prossimi 50/200 anni. Lavora sempre di più a idee e progetti che le nuove esigenze, in continua mutazione, stimolano e nel futuro più prossimo c’è già un progetto per la base spaziale Axiom.

Tra le sue regole: Il futuro ha sempre ragione. È indiscutibile.